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Se un Dio avesse creato
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“chi non è con me è contro di me” (Mt 12, 30) ===============
" La schiavitù in quanto tale,considerata nella sua natura fondamentale, non è del tutto contraria alla legge naturale e divina ; Possono esserci molti giusti diritti alla schiavitù e sia i teologi che i commentatori dei canoni sacri vi hanno fatto riferimento ......Non è contrario alla legge naturale e divina che uno schiavo possa essere venduto, acquistato , scambiato o regalato." Pio IX (Instruzioni , 20 giugno 1866). J.F. MAXWELL, Doctrine Concerning Slavery [La dottrina relativa alla schiavitù "], World Jurist 11 (1969-1970), pp. 306-307.
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POLITICA
Se il Papa non è libero, nessuno può esserlo...
19 settembre 2006

Sul Riformista di oggi, Paolo Franchi a proposito delle reazioni musulmane al discorso del papa, scrive:<<La prima [riflessione], visto che Benedetto XVI e il professor Ratzinger sono la medesima persona, è che in nessuna circostanza, e tanto più se il mondo è sull'orlo di uno scontro di civiltà, il papa di Roma può consentirsi i lusso dell'impoliticità.>>.


Sulla stessa linea l'intervista che Marco Politi (il vaticanista della Repubblica) ha rilasciato a Radio Radicale, secondo il quale il pontefice ha commesso un errore politico gravissimo, che va contro la prosecuzione del dialogo con l'islam; in sostanza il discorso di Ratisbona, secondo Politi, può andar bene per un papa medievale che giudica la propria religione la migliore, ma non per chi desidera quel dialogo che si può ottenere, solo riconoscendo la pari dignità di tutte le confessioni religiose.


Mentre Magdi Allam, in un articolo intitolato: “La verità della storia” del 15 settembre sul Corriere della Sera, scrive: <<Perché mai i musulmani, soprattutto i cosiddetti moderati, non si sollevano con tale e tanta foga contro i veri ed eterni profanatori dell'islam, i terroristi islamici che massacrano gli stessi musulmani nel nome del medesimo Dio, gli estremisti islamici che legittimano la distruzione di Israele e inculcano la fede nel cosiddetto "martirio" islamico, mentre ora si sentono in dovere di promuovere una sorta di "guerra santa" islamica contro il capo della Chiesa cattolica che legittimamente esprime le sue valutazioni sull'islam, con rispetto ma altrettanta chiarezza della diversità che naturalmente esiste tra le due religioni?>>


Se giudichiamo quanto accaduto e sta accadendo, con l'occhio del diplomatico e del politico, la prolusione del papa a Ratisbona è stata una vera gaffe; indubbiamente dal punto di vista delle relazioni politiche con i paesi islamici e con tutto quel vasto mondo che si rifà alla religione musulmana, dire quel che si pensa, se non gradito, può essere un errore pesante, e la prudenza sarebbe d'obbligo.


Ma è possibile guardare questi fatti anche con un'altra ottica, partendo dal principio che la critica è libera o dovrebbe esserlo, infatti, indipendentemente dalla sua correttezza storica, è sempre possibile rispondere al discorso papale con gli stessi argomenti, contestando eventuali errori storici, citando versetti del Corano o, eventualmente, correggendone interpretazioni infondate, oppure mostrando come la parte cristiana si sia macchiata delle stesse colpe. Se tutto fosse andato così, saremmo nel normale alveo delle dotte discussioni teologiche tra capi religiosi; ognuno accetta la libertà di critica dell'altro, rispondendo con gli argomenti che ha.


Ma le cose, come ben sappiamo, sono andate e stanno andando diversamente. Le violente reazioni dei musulmani dimostrano, casomai ce ne fosse bisogno, che l'islam, attualmente, non accetta la libera critica e non è in grado di reggere il libero confronto delle idee: è in sostanza intollerante.

A chi si adopera più nella critica al papa che nella condanna delle violenze (e mi riferisco anche all'amico Arciprete, Leggere qui e qui ), non solo verbali, delle piazze musulmane, domando: se il papa chiedesse scusa, ma non mi sembra l'abbia fatto, non finirebbe per legittimare le violente contestazioni che sta subendo, indebolendo così il valore e il significato che la libera critica ha per l'occidente democratico e liberale? Chi si sentirebbe più libero di criticare l'Islam su un autobus, al cinema, al bar o in qualsiasi altro luogo pubblico? Non sarebbe il pensiero libero da dogmi e superstizioni, meno lecito, perché potenzialmente offensivo?


E, infine.
Non sarebbe più comprensibile che i seguaci dell'islam protestassero duramente, come saggiamente sottolinea Magdi Allam, <<contro i veri ed eterni profanatori dell'islam>> e contro quei governi che negano loro ogni libertà?

La gaffe diplomatico-politica esiste, se esiste, perché dall'altra parte manca quell'amore per la libertà, che renderebbe il discorso del papa quel che è: una disquisizione teologica.


Per quel che mi riguarda, preferisco stare dalla parte della libertà.


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permalink | inviato da il 19/9/2006 alle 0:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
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