LA GUERRA DI PIERO.
Ho indugiato molto sul suo blog, quasi
accarezzandolo con lo sguardo; il blog sul quale Piergiorgio scriveva
ora è muto, difficile non cadere nella malinconia, nella
nostalgia per la sua scrittura, per il suo pensiero così
profondo; difficile cancellare una tristezza che cancellabile non è.
Ho sotto gli occhi il libro che
Piergiorgio, qualche mese fa, mi consigliò di leggere: “Dove
si nasconde la salute” di Gadamer.
Mi sottolineò l'importanza del
mito di Prometeo, così come è interpretato da Eschilo.
“A conferire profondità alla
tragedia di Eschilo è il rapporto con la morte. In base a
questo dono lo sguardo dell'uomo, proteso verso il futuro,
attribuisce all'avvenire il carattere di un presente, così a
portata di mano, che egli non riesce a capacitarsi del pensiero della
fine. Si possiede un futuro finché non si apprende di non
averlo. La rimozione della morte è volontà di vivere.”
Avevo già letto sul suo blog
questa citazione, ma quasi non ci feci caso, non la compresi appieno,
forse; quando finalmente acquistai il libro, la rilettura mi raggelò
e commosse nello stesso tempo, avevo letto, mi sembrava, un messaggio
nella bottiglia: Welby non aveva un futuro a portata di mano,
impossibile la rimozione, impossibile voler vivere.
“Prometeo, l'amico degli uomini si
gloria, nel dramma, del vantaggio che ha procurato all'umanità,
il quale non consisterebbe tanto nel dono del fuoco e in ogni genere
di abilità legata al suo dominio, quanto nell'aver sottratto
all'uomo la conoscenza dell'ora della morte.”
Un dono che a Piero non è stato
recapitato, sapeva ormai quando sarebbe morto, ma soprattutto sapeva
come.
Sapeva che l'avrebbero voluto
sacrificare sull'altare di una di vita puramente astratta e inumana;
i devoti della morte col rantolio, l'avrebbero voluto schiavo della
Natura, personificazione del loro tirannico Dio, avrebbero voluto
brandire la Vita contro l'individuo; alleati della sofferenza e
dell'agonia, nel loro delirio totalitario avrebbero voluto negargli
la signoria sul proprio corpo.
Piero ha voluto riprendersi il suo
diritto alla libera scelta, diritto costituzionalmente tutelato, ma
negatogli da uno stato che non conosce legalità, né
laicità.
Questa è la guerra che ha saputo
combattere, questa è la guerra che ha vinto.
Addio Piergiorgio, non ti dimenticherò
mai.