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Se un Dio avesse creato
questo mondo,
 io non vorrei essere Dio,
perché il dolore del mondo
mi strazierebbe l'animo.

Arthur Schopenhauer =============

“chi non è con me è contro di me” (Mt 12, 30) ===============
" La schiavitù in quanto tale,considerata nella sua natura fondamentale, non è del tutto contraria alla legge naturale e divina ; Possono esserci molti giusti diritti alla schiavitù e sia i teologi che i commentatori dei canoni sacri vi hanno fatto riferimento ......Non è contrario alla legge naturale e divina che uno schiavo possa essere venduto, acquistato , scambiato o regalato." Pio IX (Instruzioni , 20 giugno 1866). J.F. MAXWELL, Doctrine Concerning Slavery [La dottrina relativa alla schiavitù "], World Jurist 11 (1969-1970), pp. 306-307.
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POLITICA
ILLIBERALI
15 febbraio 2007
Il controappello alla Cei del Foglio, chiede "di mantenere chiara e libera la loro impostazione di dottrina e di cultura morale in tema di legislazione familiare. Riteniamo ingiusta - scrivono gli intellettuali - ogni forma di intimidazione intellettuale contro l'autonomia del pensiero religioso. Consideriamo decisivo, per arricchire il pluralismo di valori della società italiana, che la religione occupi uno spazio pubblico nella vita della comunità". "Giudichiamo improprio, e sintomo di un uso politico della sfera religiosa - prosegue il documento - l'appello dei cattolici democratici affinchè la chiesa italiana rinunci a un suo atto di magistero, che la libera coscienza di laici e cattolici, compresi i parlamentari della Repubblica, potrà valutare serenamente e in piena libertà. [...] La cultura di questo paese deve liberarsi delle pastoie politiciste di un pensiero illiberale e veteroconcordatario che intende censurare con argomenti obliqui la libertà religiosa e la sua funzione sociale".

Una chiesa, la più importante in Italia, ma pur sempre una tra le tante, convinta com'è di conoscere Verità etiche eterne e immutabili, cerca, facendo uso della forza della fede, di ridurre all'obbedienza i cattolici italiani. Nulla di strano si direbbe.

In casi come questi le possibili opzioni sono due: la chiesa può rivolgersi ai fedeli e a tutte le persone di buona volontà affinché si attengano a quei criteri etici che ritiene “non negoziabili” e quindi imprenscindibili, ma questi cittadini avrebbero comunque la possibilità di aderire all'invito o meno. Oppure si può, cosa che la chiesa fa sempre più spesso, chiedere obbedienza ad un ristretto numero di persone che in forza del ruolo che ricoprono, possono imporre a tutti, anche a chi della morale ha una visone diversa, le credenze etiche dello Stato del Vaticano.

La differenza è chiara: nel primo caso le persone rimangono libere di scegliere il proprio orientamento etico, nel secondo c'è la coercizione, che sia il carcere o l'impossibilità di accedere ad alcuni riconoscimenti.  Certo, teoricamente i parlamentari sarebbero liberi, ma sappiamo che la fede può molto, oltre che spostare le montagne e accendere roghi, butta giù i grattacieli... Comunque sia, rimane la libido impositiva del Vaticano, alla quale politici sedicenti liberali sembrano voler dar seguito. Pretendere che i cittadini italiani aderiscano ad un'etica cattolica o di qualsiasi altra religione, in forza del potere coercitivo della legge e indipendentemente delle loro personali convinzioni è considerato, giustamente, e da sempre, illiberale. Evito di riportare citazioni per brevità, posso però fare un nome per tutti: J.S.Mill.
Ma non è una questione teorica.

Il principio secondo il quale la libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce agli altri, costituisce il fondamento delle democrazie moderne, in assenza del quale nessuno di noi potrebbe dirsi ateo, dichiararsi omosessuale o appartenente ad una religione minoritaria, senza mettere a rischio la propria libertà o addirittura la vita.

Scrive Luigi Ferrajoli in “Diritto e ragione”: <<Nei secoli XVII e XVIII il diritto penale fu il terreno su cui principalmente si venne delineando il modello dello stato di diritto. E' con riferimento al dispotismo punitivo che il giusnaturalimso illuminista sviluppò le sue battaglie contro l'intolleranza politica e religiosa e contro l'arbitrio repressivo dell' ansien règime. Ed è soprattutto attraverso la critica dei sistemi penali e processuali che si vennero definendo, come vedremo, i valori della civiltà giuridica moderna : il rispetto della persona umana, i valori <<fondamentali>> della vita e della libertà personale, il nesso tra legalità e libertà, la separazione tra diritto e morale, la tolleranza, la libertà di coscienza e di parola, i limiti dell'attività dello stato e la sua funzione di tutela dei diritti dei cittadini come sua fonte primaria di legittimazione>>

Che tolleranza, libertà di coscienza è mai possibile, se non c'è separazione tra diritto e morale, tra peccato e reato? Non è casuale che questi principi nascano proprio nelle “battaglie contro l'intolleranza politica e religiosa”.

Ora, è sorprendente leggere che gli intellettuali del Foglio, ritengano illiberale chi tenti di impedire che l'etica cattolica (una tra le molte possibili ed esistenti), sia, attraverso le leggi dello Stato, imposta a tutti, cattolici, atei o diversamente credenti. Sorprendente e incomprensibile, a meno di spiegare il tutto con l'opportunismo politico, una politica che potrebbe costarci cara. Una visione politica perfettamente coerente con il monito di Mons. Caffarra, secondo il quale è da ingenui pensare che un cittadino possa peccare purché rispetti le leggi civili, “perché chi pecca prima o poi commette qualche reato”; tutto sembra andare contro le libertà che l'occidente si è conquistato e che lo distinguono dalle teocrazie islamiche.

In tutto questo vedo un pericolo né piccolo né lontano, ma gli amici cattolici vicini alle posizioni del Foglio, penseranno (immagino) che stia esagerando, eppure...in Nicaragua, la Conferenza Episcopale ha chiesto che la sodomia rimanga reato, invito gli scettici a fare una ricerca su google, o se lo preferiscono, a leggersi il post “Che il peccato sia reato”, sul dorso di sinistra di questo blog.

“Ma nessuna persona o gruppo di persone è autorizzata a dire a un'altra persona matura che per il suo bene non può fare della sua vita quel che sceglie di fare”
                                                                                                                                                       (J.S.Mill, Sulla libertà”)
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