
POLITICA
Io sto con Susan e Patrick.
2 aprile 2007
Da www.la stampa.it Monsnor Bagnasco: "Dopo i Dico il si' alla pedofilia?" “Dopo i Dico, perché no all’incesto e alla pedofilia?”, si chiede il capo della Chiesa italiana. <<“Se viene a cadere il criterio di giudizio per valutare il bene e il male, il vero e il falso, perché dire no a varie forme di convivenza stabile giuridicamente, di diritto pubblico, riconosciute e quindi creare figure alternative alla famiglia?- osserva Angelo Bagnasco-. Perché dire di no all’incesto come in Inghilterra dove un fratello e sorella hanno figli, vivono insieme e si vogliono bene? Perché dire di no al partito dei pedofili in Olanda se ci sono due libertà che si incontrano? E via discorrendo, perché poi bisogna avere in mente queste aberrazioni secondo il senso comune e che sono già presenti almeno come germogli iniziali. Subito dopo avere licenziato la nota sui Dico, il presidente della Cei è tornato a Genova per incontrare gli animatori diocesani della comunicazione e ribadire in maniera ancora più dura i concetti già espressi nel documento della Conferenza episcopale. Il leader dei vescovi vede minacciato “il criterio antropologico dell’etica che è anzitutto un dato di natura e non di cultura”, quindi avverte: “Maggioranze vestite di democrazia possono diventare antidemocratiche”. Parole che hanno fatto subito scoppiare una polemica talmente accesa che in serata, dopo una giornata di bufera politica, una nota dell’arcidiocesi di Genova e poi l’anticipazione di un editoriale di “Avvenire”, il quotidiano della Cei, hanno precisato che le sintesi giornalistiche fatte sull’intervento “erano parziali e fuorvianti”. Bagnasco è stato mal interpretato:”Nessuna equiparazione, nelle sue parole, tra i Dico e l’incesto o la pedofilia”.>>
E' assai curioso constatare che qualcuno si sorprenda per le polemiche suscitate dalle affermazioni del capo della Cei, e quasi si indigni per le “manipolazioni” che il sistema dei media avrebbe fatto a danno della chiesa.
Curioso davvero.
E' quanto accade usualmente nelle polemiche politiche, con tanto di rettifiche, smentite, o di lamentele per le falsità che, stando alle presunte vittime, giornalisti in malafede pubblicherebbero.
"E' la politica, bellezza", verrebbe da dire.
E sì, perché queste, sono le conseguenze dell'attività politica del Vaticano, che non si interessa solo del suo gregge, ma anche di quel che in parlamento viene deciso, per tutti.
Come ha detto Boselli, in politica si danno e si prendono.
Di che si lamentano?
Sulle “Maggioranze vestite di democrazia [che] possono diventare antidemocratiche” nessuno è più d'accordo del sottoscritto, con una precisazione: le maggioranze possono diventare antiliberali, non antidemocratiche, in quanto una maggioranza se è tale, è democratica per definizione.
Ma sono talmente d'accordo, che invito a considerare la possibilità che certe scelte politiche - fondate sulla Tradizione o sull'Etica Cattolica, o su presunte maggioranze - non siano necessariamente buone perché maggioritarie, se poi vanno a ledere diritti individuali. Bisognerà ricordarsene.
E poi:
dovrebbe essere evidente a chiunque che non sussiste relazione tra Dico, pedofilia e incesto.
La pedofilia coinvolge dei minori, quindi non possono esserci “due libertà che si incontrano” come pretenderebbe Bagnasco, perché la libertà implica la maturità e la responsabilità del soggetto, non basta esistere per avere diritti. La questione non si pone.
Diverso il problema dell'incesto.
L'incesto non è punito per legge in Francia, in Belgio e in Olanda, non so quale sia la legislazione degli altri paesi europei, di fatto però in Germania è reato.
Come potete leggere qui un fratello e una sorella tedeschi, stanchi di sentirsi trattati come criminali e desiderosi di avere una vita normale, hanno portato il loro caso di fronte alla Corte Costituzionale (per i particolari vi rimando al link), nella speranza di far abolire la legge che punisce penalmente l'incesto.
Il loro avvocato ha detto: “Susan e Patrick non hanno fatto del male a nessuno”.
Appunto. Ed io sto con loro.