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Se un Dio avesse creato
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 io non vorrei essere Dio,
perché il dolore del mondo
mi strazierebbe l'animo.

Arthur Schopenhauer =============

“chi non è con me è contro di me” (Mt 12, 30) ===============
" La schiavitù in quanto tale,considerata nella sua natura fondamentale, non è del tutto contraria alla legge naturale e divina ; Possono esserci molti giusti diritti alla schiavitù e sia i teologi che i commentatori dei canoni sacri vi hanno fatto riferimento ......Non è contrario alla legge naturale e divina che uno schiavo possa essere venduto, acquistato , scambiato o regalato." Pio IX (Instruzioni , 20 giugno 1866). J.F. MAXWELL, Doctrine Concerning Slavery [La dottrina relativa alla schiavitù "], World Jurist 11 (1969-1970), pp. 306-307.
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POLITICA
LAICO, QUINDI LAICISTA...
25 gennaio 2006
Zingarelli 2005: Laico: Che si ispira ai principi del laicismo / Stato Laico: indipendente dall'autorità religiosa.... Laicista: Atteggiamento ideologico di chi sostiene la piena indipendenza del pensiero e dell'azione politica dei cittadini dall'autorità ecclesiastica.

Si legga sul punto quanto scrive Luzzatto sul Corriere della sera di sabato 5 Novembre 2005 "...Nell' edizione dello Zingarelli che io possiedo, datata 1990, il significato del termine laico è definito come segue: «Che si ispira al laicismo». Eppure, nel gergo politico italiano ha ormai preso piede una distinzione fra la laicità, che sarebbe da garantire, e il laicismo, che sarebbe da rigettare... ”.

Quindi chi è il laico, secondo la lingua italiana? E' chi si ispira al laicismo, cioè chi sostiene la piena indipendenza dei cittadini dall'autorità ecclesiastica. Non si vede quindi come possano “laico” e “laicista”, essere termini contrapposti, come alte cariche dello Stato e una lunga schiera di politici vorrebbero.

Ma Casini (Presidente della Camera, e quindi figura istituzionale “super partes”) sul Corriere della Sera del 17/11/2005 , obietta osservando che il termine <<laicismo>> ha assunto, in reatà, significati diversi e che "... l' espressione «Stato laico» [ha] un valore prevalentemente inclusivo, riferendosi allo Stato che riconosce l' eguaglianza di tutte le confessioni religiose, senza concedere particolari privilegi o riconoscimento ad alcuna di esse, mentre il termine «laicismo» riveste, sin dalle sue origini, una valenza più marcatamente polemica , coincidendo talvolta con l' anticlericalismo tout court o, più in generale, con l' atteggiamento ideologico di chi si oppone a qualsiasi ingerenza del clero e della religione nella vita civile ".

E aggiunge: “Di fronte a chi vuole togliere i crocefissi dalle aule scolastiche o privare le donne islamiche del velo, non mi sembra certo uno scandalo utilizzare il termine «laicismo», accentuandone - per l' appunto - la carica oppositiva."  Lo “...Stato laico è quello che rispetta Dio e le religioni e nella loro libera professione vede invece un elemento di ricchezza e di progresso ..”

Ebbene, sembra difficile scorgere nella distinzione che lo stesso Casini compie tra i due concetti, una loro irriducibile contrapposizione, infatti è lo stesso Presidente della Camera a parlare di una “valenza più marcatamente polemica” cioè, in sintesi, di una semplice differenza di grado, di intensità, di diversa accentuazione, non di una differenza di qualità. E questo spiega come mai i vocabolari continuino a definire il laico come ispirato al laicismo: non è per mancanza di aggiornamento culturale, ma solo perché il laico, se è tale, non può che essere laicista.

E poi, se uno stato è laico quando “..riconosce l' eguaglianza di tutte le confessioni religiose, senza concedere particolari privilegi o riconoscimento ad alcuna di esse... ...” come si può tacciare di <<laicismo>> “chi vuole togliere i crocefissi dalle aule scolastiche”? In un paese dove negli edifici pubblici possono esserci solo simboli cattolici, non la menorah, né versi del corano o riferimenti a qualsiasi altra religione, meno che mai il logo di associazioni atee, che cosa significa neutralità e imparzialità dello stato?

Basti ricordare il caso di Adel Smith, al quale non è stato concesso di affiggere alle mura scolastiche una Sura del Corano, oppure il caso del giudice Tosti al quale è stato impedito di esporre, assieme al crocefisso, la menorah ebraica. Di fronte allo stato laico tutte le religioni sono uguali, ma quella cattolica è più uguale delle altre?

Sembrerebbe (sempre secondo Casini) che uno stato laico (inteso come opposto allo stato laicista) non debba solo rispettare le religioni, ma anche Dio. Naturalmente, nessuno contesta che lo stato sia tenuto al rispetto delle religioni, di tutte però, nessuna esclusa e senza privilegi di sorta, rispettando nel contempo anche (e, coincidenza vuole, che Casini se ne dimentichi) le posizioni atee ed agnostiche, ma è certamente difficile capire come tutto questo, in concreto, possa conciliarsi con l'enigmatico rispetto di Dio. Se deve esserci imparzialità, equidistanza, quale Dio bisognerà rispettare?

Se si rispetta la volontà di una qualsiasi divinità (si può scegliere, il mercato degli dei è fiorente....), come si può rispettare, come si dovrebbe, chi ha fatto scelte etico-filosofiche o religiose diverse?

E comunque, qualcuno ricordi a Casini, che non sempre le religioni sono fonte di progresso, anzi..... a meno che l'abbattimento di due grattaceli non sia da considerasi un dono di Dio. Quale progresso sono stati i roghi di streghe, di eretici e le torture della Santa inquisizione? Ecco a cosa serve la laicità, serve a far si che le nostre società siano governate dalla ragionevolezza e dal compromesso e non (attraverso la codardia e la infingardaggine dei parlamenti) dall'imposizione dogmatica di presunte e perniciose Verità.

Ma qual'è il fine ultimo a cui mira questo gioco di prestigio linguistico?
Forse può aiutare a capire quanto ha scritto chi, con coerenza ideologica, è passato dalla Verità comunista alla Verità del cattolicesimo: Sandro Bondi .
Sul Giornale del 19/10/2005 scrive un articolo con un titolo che dice tutto: “Il Papa, un vero pensatore laico.” E scrive : “...Egli rilancia la questione della natura umana creata da Dio e la sostanza metafisica dei diritti umani inserendo questo impianto nel contesto della «sana laicità» dello Stato. E cos'è questa «sana laicità»? È un modo di esercitare il potere secondo i limiti posti da Dio,  [...] Oggi l'uomo è più libero e più aperto, forse più sradicato, ma certo più desideroso di verità e di «senso religioso [...] Potremmo aggiungere che questa dimensione teorica aveva già antenati illustri, da Tocqueville a Lasch...».”

E' un'occasione d'oro per imparare qualcosa sulla laicità, leggiamo quindi cosa ha scritto il Papa seguace di Tocqueville: «...Tra queste istanze, primaria rilevanza ha sicuramente quel “senso religioso” in cui si esprime l'apertura dell'essere umano alla Trascendenza. Anche a questa fondamentale dimensione dell'animo umano uno Stato sanamente laico dovrà logicamente riconoscere spazio nella sua legislazione ».

Come si vede le questioni, o meglio, le mistificazioni, sono sempre le stesse. Come può uno Stato che sia tenuto al rispetto di una particolare divinità, che eserciti il potere secondo presunti e opinabili limiti da questa posti, e che sia tenuto a riconoscere spazio nella legislazione a particolari e discutibili convinzioni etiche, come può, uno Stato a queste condizioni, essere effettivamente laico e quindi equidistante dalle diverse religioni e concezioni filosofiche?

Ma cosa pensava effettivamente Tocqueville?

Federico Punzi: Rapporti fra Stato e Chiesa. Ratzinger & Ruini hanno ancora molto da imparare da Tocqueville. 13/06/2005 Notizie Radicali:

"......Negli Stati Uniti non vi fu all'inizio, e non vi è ora, alcuna fede religiosa contraria alle istituzioni democratiche, mentre a lungo in Europa vi fu l'opposizione cattolica nei confronti delle teorie liberali e democratiche. Mentre in Europa «lo spirito di religione e lo spirito di libertà» procedevano «in senso contrario», negli Stati Uniti «regnavano intimamente uniti». Se la religione ha «una così grande importanza in America, ed è professata spesso con tale ardore, lo si deve proprio alla completa separazione tra Chiesa e Stato».
Questo sostiene Tocqueville: se in Europa il potere temporale si deve difendere dalle invasioni di quello spirituale è perché storicamente, al contrario che in America, la Chiesa cattolica ha sempre cercato di esercitare, o comunque penetrare, anche il potere temporale..." Evidentemente quando Tocqueville parla di religione, non parla della religione del Papa, né di quella dell'ex liberale Pera.

Un chiarimento decisivo lo apporta Mons. Caffarra con un intervista di Aldo Cazzullo Corriere della Sera, 2 dicembre 2005 : rispondendo ad una domanda di Cazzullo sul pericolo teocratico paventato da Prodi, afferma:
” ..Dire poi che ciascuno è libero nella sua vita privata di commettere tutti i peccati che vuole, purché non violi le regole pubbliche, è incredibilmente ingenuo. Perché chi commette abitualmente certi peccati finirà per commettere almeno qualche reato " .

Quindi dobbiamo o no, aspettarci qualche legge contro gli atei, gli agnostici o gli omosessuali? A quando il carcere per i farmacisti non rispettosi della dottrina della chiesa? Dovremmo, Mons. Caffarra, denunciare ai carabinieri i nostri figli scoperti a masturbarsi? Siamo sicuri che sia l'anticlericalismo di certi laicisti (a proposito, anche per questi non rimane che invocare la galera) ad essere ottocentesco e non le posizioni attuali dei gerarchi della chiesa?

Che siano omosessuali o atei, oppure seguaci del biblico Onan, divorziati o abortisti o semplicemente consumatori di anticoncezionali, tutti gli individui che dissentono nella pratica dalla dottrina della chiesa, sono e non possono non essere, che dei criminali. Parola di Mons. Caffarra, Parola di dio.

«La realtà è che quando un clericale usa la parola libertà intende la libertà dei soli clericali (chiamata libertà della Chiesa) e non le libertà di tutti. Domandano le loro libertà a noi laicisti in nome dei principi nostri, e negano le libertà altrui in nome dei principi loro»

Gaetano Salvemini
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