Dittatura della libertà e dittatura del relativismo.
Da azione parallela
"Non credo che stia offrendo una soluzione per la maggior parte dei musulmani europei. Una strategia che si aspetta che milioni di musulmani abbandoneranno immediatamente la fede dei propri padri e madri è semplicemente non realistica. Se il messaggio che ascoltano da noi è che la condizione necessaria per essere europei è abbandonare la loro religione, allora sceglieranno di non essere europei. Se gli europei secolari pretendessero ai musulmani di adottare la propria fede – l’umanesimo secolare – sarebbero intolleranti quasi quanto i jihadisti che pretendono che noi adottiamo la loro. Ma, protesteranno i fondamentalisti dell’Illuminismo, la nostra fede è basata sulla ragione! Beh, replicheranno gli altri, la nostra è basata sulla verità!”.
T. Garton Ash a proposito del "fondamentalismo illuminista" di Hirsi Ali.
Il ragionamento che fa T. Garton Ash pare questo: l'illuminismo è portatore di laicità e tolleranza, se pretendiamo però, che anche gli islamici aderiscano a questi valori, finiamo per per essere come loro, fondamentalisti, seppure secolaristi; aspettarsi che accettino la libertà di religione, di pensiero e di parola, sarebbe una forma di intolleranza non molto dissimile da quella jihadista.
E' un modo di argomentare tipico del clericalismo, per il quale non ci sarebbe alternativa all'imposizione di una visione del mondo.
Di fatto, perde senso la distinzione tra lo Stato laico e quello confessionale, tra le democrazie liberali e quelle teocratiche.
In pratica, non fa che mettere sullo stesso piano il desiderio di imporre il proprio credo religioso ed etico, e lo sprito liberale, tollerante e pluralista.
Obbligare a non imporre le proprie credenze, equivarrebbe comunque ad una sorta di dittatura della libertà. Un disocorso identico all'ossimoro ratzingeriano della Dittatura del Relativismo.
Per cui, se seguiamo la stessa sua (loro) logica, usare violenza contro una persona e, al contrario, impedire che ciò avvenga, sarebbero due atti nella sostanza indistinguibili.
Come dire che tra un poliziotto e un assassino non ci sarebbe differenza alcuna.
Non c'è discorso più nichilista di questo.