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Se un Dio avesse creato
questo mondo,
 io non vorrei essere Dio,
perché il dolore del mondo
mi strazierebbe l'animo.

Arthur Schopenhauer =============

“chi non è con me è contro di me” (Mt 12, 30) ===============
" La schiavitù in quanto tale,considerata nella sua natura fondamentale, non è del tutto contraria alla legge naturale e divina ; Possono esserci molti giusti diritti alla schiavitù e sia i teologi che i commentatori dei canoni sacri vi hanno fatto riferimento ......Non è contrario alla legge naturale e divina che uno schiavo possa essere venduto, acquistato , scambiato o regalato." Pio IX (Instruzioni , 20 giugno 1866). J.F. MAXWELL, Doctrine Concerning Slavery [La dottrina relativa alla schiavitù "], World Jurist 11 (1969-1970), pp. 306-307.
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POLITICA
Siamo tutti atei.
6 luglio 2007

Da www. corriere.it: Rompere il silenzio. La libertà religiosa a rischio anche da noi.


Perché mai è un musulmano a promuovere una manifestazione che ha come parola d'ordine "Salviamo i cristiani "? Perché mai in tanti qui in Italia, nella culla del cattolicesimo e in una terra di libertà, si sono sentiti come affrancati dalle catene interiori che impedivano loro di scandire ad alta voce in una piazza pubblica l'orgoglio di essere cristiani?

È con questi interrogativi che verso le 22 di ieri ho preso la parola di fronte a migliaia di persone, formalmente desiderose di salvare gli altri, i cristiani perseguitati nel mondo, di fatto per riscattare se stessi, i propri valori e la propria identità, violati e traditi dal dilagare del relativismo culturale e religioso.

Il senso dell’impegno comune l’ho così riassunto: “Siamo qui riuniti in questa straordinaria manifestazione quali persone di buona volontà che, al di là della propria religione e nazionalità, si sentono unite dall’imperativo di affermare e difendere il diritto alla libertà religiosa di tutti e ovunque nel mondo. E proprio perché siamo persone di buona volontà genuinamente credenti e impegnate a favore della verità, del bene e del legittimo interesse proprio e altrui, noi eleviamo coralmente la nostra voce per denunciare la discriminazione, la violenza, la persecuzione e l’esodo forzato dei cristiani in Medio Oriente.

[...]

Il concetto fondamentale che ho voluto trasmettere è stato che «va benissimo preoccuparci per le sorti dei tanti Paesi dove la libertà religiosa è violata e dove i diritti umani sono negati. Ma cominciamo a occuparci della libertà religiosa a casa nostra. Se vogliamo essere credibili quando rivendichiamo la libertà religiosa per i cristiani in Turchia o in Cina, dobbiamo avere la certezza che questo diritto venga rispettato in Italia, in Europa e in Occidente. Ebbene non è così dal momento che molti musulmani in Europa non possono avvicinarsi alle moschee che sono state trasformate nel quartier generale degli estremisti islamici, pena la loro uccisione. Non è così dal momento che i musulmani non praticanti, o ancor di più coloro che liberamente si convertono ad un’altra fede, rischiano la vita.


Certo, ha ragione Magdi Allam, è importante non tacere sull'intolleranza religiosa che vede come sue vittime i cristiani, è importante ribadire e sostenere una volta per tutte quella libertà che la Chiesa fino a non molto tempo fa, ha negato e combattuto: la libertà di religione.

E' bene non dimenticare che una delle giustificazioni addotte per chiedere la reintroduzione dei ghetti per gli ebrei, quando dopo la rivoluzione francese in molti paesi furono emancipati, fu la loro pretesa pericolosità in quanto ebrei, i quali per loro natura, secondo le autorevoli parole della Civiltà cattolica, non avevano né patria né alcuna comunione con le popolazioni e i paesi che li ospitavano. Un ebreo era, secondo la rivista, sempre un ebreo.

Non credo sia da oziosi quindi, sottolineare che l'intolleranza religiosa non si è mai fondata sul “relativismo culturale e religioso”, al contrario il “popolo deicida” poteva essere marchiato come tale solo da una religione dogmatica e assolutista. Come del resto sono tali (dogmatici e assolutisti) i musulmani che perseguitano i cristiani, per non parlare di chi in nome di dio abbatté nel 2001 due grattacieli, facendo migliaia di vittime innocenti.

Quelle vittime, furono vittime dell'assolutismo religioso non del relativismo.

E' indubbiamente vero che non tutte le religioni sono uguali, sono il primo ad ammetterlo. Prendiamo come esempio la chiesa valdese, una chiesa rispettosa della laicità delle istituzioni e dei diritti dei cittadini, che non chiede privilegi per se, ma rispetto per le libere coscienze di tutti. Non ha mai preteso che le proprie convinzioni etiche divenissero legge dello Stato.

Al contrario, la chiesa cattolica rappresenta un pericolo per le nostre istituzioni democratiche;una chiesa che pretende di fondare le democrazie sulle proprie credenze etiche, chiedendo così la violazione della libertà di coscienza di chi cattolico non è. L'Italia si avvia oramai ad essere uno Stato Etico Cattolico, dove il dissidente che si comporti come tale, rischia la galera. Non c'è quindi da stare allegri.

I musulmani, certo, mi piacciono ancor meno, ma quel che temo di più è l'alleanza liberticida tra islamici e cattolici. Un alleanza che, ne possiamo essere certi, nel futuro si rafforzerà, ma ne riparleremo.


Di fronte alla persecuzione sistematica e all’esodo di massa indotto o imposto dei cristiani dal Medio Oriente, noi non possiamo non dire "Siamo tutti cristiani".

La libertà quella vera, è la libertà dalla religione, una libertà che tutti include.

Il credente è anch'egli un ateo: non crede in tutte quelle divinità che non conosce o alla cui fede non è stato educato. Potremmo definirlo il suo, un “ateismo relativo”, non assoluto.

Quando una religione perseguita i seguaci di un'altra fede, combatte in realtà l'ateismo verso la propria divinità. Il nemico è perciò l'ateismo.

Difendere la libertà di religione sul serio significa, quindi, difendere la libertà dalla religione, significa difendere il diritto di essere atei.

Siamo tutti atei (chi più chi meno).


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