Sono tornato da pochi giorni e non ho
avuto molto tempo per scrivere, per cui questo post sarà (per
vostra fortuna) molto breve.
Sulle vacanze ci sarebbero da dire le
solite cose circa l'inciviltà degli italiani, di quanto le
nostre città siano sporche e trascurate, di come le
amministrazioni locali emettano ordinanze od altri provvedimenti
amministrativi senza preoccuparsi di controllarne l'applicazione,
tenendo i loro dipendenti a scaldare le sedie degli uffici. La solita
Italia, quindi meglio lasciar stare...
Vi devo però una spiegazione,
avendo cambiato il sottotitolo del blog.
Non so se sia stata una scelta felice,
in fondo la frase di Epicuro era molto significativa, direi
profonda, perché coglieva bene quanto di blasfemo ci sia nella
fede, o in certi modi di essere religiosi.
Ma alla fine ho ceduto alla tentazione.
L'idea di cambiare il sottotitolo mi venne in mente dopo aver letto un commento di "Al" al post "Sono un nichilista?", il quale senza argomentare alcunché, con
evidenti intenzioni denigratorie, rispose alla domanda del titolo
scrivendo: <<No. Sei un poveraccio che “crede” di ragionare>>.
Ora, senza scomodare Popper, dovrebbe
essere chiaro a chiunque che tutti siamo in qualche misura
“poveracci che credono di ragionare”, pur facendo le dovute
differenze tra chi si occupa per professione di scienza o di
filosofia, e l'uomo comune senza nessuna competenza specifica,
come nel caso del sottoscritto. Ma anche gli esperti, scienziati e
filosofi, non hanno certo la Verità in tasca, anzi le loro
discipline presuppongono il dubbio metodologico e la libera ricerca,
senza l'imposizione di risultati precostituiti.
Ma, come “Al” saprà, ogni
regola ha la sua eccezione.
C'è, infatti, una persona (e
solo quella) che almeno in fatto di morale si dice sappia tutto
infallibilmente, e ci sono centinaia di milioni di persone che non
hanno bisogno di ““credere” di ragionare”, perché sono
semplicemente tenute all'obbedienza, riservando, evidentemente, l'uso
della ragione ai conti della spesa.
Ma il laico non può.
Non può non considerare il dubbio, la possibilità dell'errore. Che sia uno
scienziato, un politico o un comune cittadino, il laico dovrebbe
sempre sentirsi come “un poveraccio che crede di ragionare”.
Certo, ai fanatici non è
consentito, e meno che mai alle pecore di un gregge.
Ed è per questo, che quella
frase la faccio mia.