Da Repubblica.it
Il Papa commemora l'11
settembre: "L'amore di Dio è più forte di ogni
male"
Benedetto XVI in
occasione dell'Angelus ha ricordato le parole di Giovanni Paolo
II
"La vera religione consiste nell'entrare in sintonia con
questo cuore ricco di misericordia"
"La
vera religione consiste allora nell'entrare in sintonia con
questo Cuore 'ricco di misericordia', che ci chiede di amare
tutti, anche i lontani e i nemici - ha concluso il Papa -
imitando il Padre celeste che rispetta la libertà di
ciascuno ed attira tutti a sè con la forza invincibile
della sua fedeltà. Questa è la strada che Gesù
mostra a quanti vogliono essere suoi discepoli: 'Non giudicate e non
condannate. perdonate e vi sara' perdonato; date e vi sarà
dato. Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre
vostro: in queste parole troviamo indicazioni assai concrete per
il nostro quotidiano comportamento di credenti".
(16
settembre 2007)
Certo, lo capisco, dopo
aver denunciato il pericolo gay, le minacce del materialismo,
dell'ateismo e della scienza senza Dio; dopo tutti questi allarmi ed
altri ancora, dover parlare di chi in nome di Dio e per suo ordine,
ha ucciso migliaia di persone innocenti, è dura. Dfficile non
provare un qualche imbarazzo, se non una certa vergogna.
Per cui, meglio essere in
una qualche misura elusivi, e parlare della “vera religione”,
religione della carità e dell'amore.
Andiamo allora alla
ricerca dell'amore di Dio.
Cosa c'è
di meglio che consultare “il libro dei libri”, per trovarvi le
tracce dell'amore infinito verso l'uomo, che Dio Santissimo
profonderebbe a piene mani?
Ecco come operò
nella storia, il Dio misericordioso:
“Così
Giosué batté tutto il paese [...] Non lasciò
nessun superstite e votò allo sterminio ogni essere che
respira, come aveva comandato Javé, Dio di Israele.”
(Gs
10,40)
Per non parlare di quando
Giosuè, secondo le Sacre Scritture, per completare lo
sterminio dei suoi nemici ordinò al sole di fermarsi, fu così
che il Dio dell'amore “ascoltò la voce d'un uomo e combatté
in favore d'Israele.”
(Gs 10,12-10,14)
Questi passi paiono poco
adatti alle acrobazie interpretative degli esegeti cattolici, tanto
sono chiari ed inequivocabili. La violenza avallata o provocata dal
loro amorevole Dio, non costituisce certo un genere letterario, non
può prestarsi perciò ad interpretazioni allegoriche o
di qualsiasi altro tipo.
E a nulla vale appellarsi
ad una rivelazione cosiddetta “progressiva”, che sarebbe
parziale nell'A.T., completa e perfetta nel Nuovo.
La tesi della
somministrazione omeopatica e progressiva della
verità, cade difronte alla constatazione che è la
divinità stessa a ordinare stermini e violenze.
La presunta “pedagogia
divina” avrebbe un senso se l'autore delle violenze, malgrado
gli ammonimenti e gli insegnamenti del Signore, fosse sempre e
comunque l'uomo, essere imperfetto e peccatore per definizione.
Ma poiché ad
istigarlo al peccato e alla violenza sterminatrice, è proprio
il suo Dio, il castello cade miseramente per cedimento strutturale,
verrebbe da dire. Insomma, la pretesa “pedagogia divina”, non
regge.
Quindi, rimane la domanda:
qual è la “vera religione”?