Materialismo clericale.
Da vatican.va.
Primo quesito:
È moralmente obbligatoria la somministrazione di cibo e acqua
(per vie naturali oppure artificiali) al paziente in “stato
vegetativo”, a meno che questi alimenti non possano essere
assimilati dal corpo del paziente oppure non gli possano essere
somministrati senza causare un rilevante disagio fisico?
Risposta: Sì.
La somministrazione di cibo e acqua, anche per vie artificiali, è
in linea di principio un mezzo ordinario e proporzionato di
conservazione della vita. Essa è quindi obbligatoria, nella
misura in cui e fino a quando dimostra di raggiungere la sua finalità
propria, che consiste nel procurare l’idratazione e il nutrimento
del paziente. In tal modo si evitano le sofferenze e la morte dovute
all’inanizione e alla disidratazione.
Secondo quesito:
Se il nutrimento e l’idratazione vengono forniti per vie
artificiali a un paziente in “stato vegetativo permanente”,
possono essere interrotti quando medici competenti giudicano con
certezza morale che il paziente non recupererà mai la
coscienza?
Risposta: No. Un
paziente in “stato vegetativo permanente” è una persona,
con la sua dignità umana fondamentale, alla quale sono perciò
dovute le cure ordinarie e proporzionate, che comprendono, in linea
di principio, la somministrazione di acqua e cibo, anche per vie
artificiali.
In base a questi
elevatissimi principi morali, una persona che si trovi in uno stato
vegetativo permanente e che abbia precedentemente manifestato la
volontà di non essere alimentato in alcun modo, dovrebbe
obbligatoriamente subire, contro la sua volontà, i seguenti
interventi (riprendo da Inyqua, che è un medico):
<<Riassumo
brevemente: nei primi tempi si introduce un cosiddetto sondino-naso
gastrico in materiale di silicone. Tale sondino viene introdotto
attraverso il naso e ha una lunghezza di circa 1 metro. Richiede
numerose accortezze nell'inserimento (è una manovra
infermieristica) e nella manutenzione (lavaggi frequenti, continuo
controllo del corretto posizionamento e pervietà). Può
essere tenuto in sito solo per un periodo limitato di tempo per non
dare problematiche di decubito all'esofago o allo stomaco. Passato
questo periodo di tempo è meglio provvedere alla nutrizione
del paziente con una cosiddetta PEG (Gastrostomia Endoscopica
Percutanea), tecnica che risale al 1979, che è una metodica
chirurgica (qui
trovate un esempio di cosa sia necessario per applicarla), quindi
invasiva e che quindi deve richiedere, come tutte le manovre
invasive, un consenso del paziente.>>
Già constatare che qualcuno voglia per legge, e in nome del
proprio dio, conculcare i diritti e le libertà delle persone,
è qualcosa di avvilente e inaccetabile.
Ma se a ciò si aggiunge la pretesa arrogante del monopolio
delle verità etiche e morali, la situazione diviene
insostenibile, soprattutto quando ci si soffermi su un aspetto che
appare, a chi voglia tentare di esercitare la ragione, quantomai
paradossale.
I desideri e i bisogni, le speranze, il vissuto e l'etica
individuale, che concorrono nel loro insieme alla formazione della
libera volontà, sono nulla, difronte alla salvezza del corpo.
Come se l'idea di “persona” possa essere identificata,
riduttivamente, con la sua materialità fatta di carne ed ossa.
Parlano di “Persona”, ma pensano al corpo, alla cellula,
all'ovocita, all'embrione, mai alle persone per davvero e per intero.
Ci si appella al rispetto della dignità della persona umana, quando con grande disinvoltura e protervia si mostra indifferenza o
disprezzo, per un aspetto fondamentale di una vita che voglia dirsi
ed essere, pienamente umana: la libertà.